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Brevi Cenni Storici

Dopo la scoperta dell’America, il Mare dei Caraibi fu teatro delle più audaci imprese di pirateria e di guerra di corsa di tutti i tempi, che mascheravano in realtà la volontà di Olandesi, Inglesi e Francesi di contendere alla Spagna il monopolio del continente americano e del suo oro. Sono di questo periodo le avventurose gesta di uomini di mare come Sir Francis Drake, nominato barone dalla Regina Elisabetta per i suoi meriti di corsaro, Henry Morgan il saccheggiatore di Panama e di tanti altri filibustieri: l’olandese Van Graf, lo spietato “Olonese” Edward Teach, il terribile e leggendario Barbanera o donne come Mary Read ed Anny Bonny... tutti animati, più o meno consapevolmente, da grandi aspirazioni di libertà. Audaci e combattivi negli arrembaggi; abilissimi nelle arti marinare che affinavano adattando i velieri catturati per renderli più veloci e manovrieri; avvezzi alle privazioni e smodati nella gozzoviglia questi rudi avventurieri del mare diedero luogo, intorno al 1620, a una confraternita chiamata Fratellanza della Costa, il cui principale Quartier Generale fu l’isola di Tortuga. Fra loro valevano regole “fraternamente” accettate e rispettate, che premiavano i più valorosi, assistevano e risarcivano feriti e mutilati “in azioni di guerra”e punivano in modo esemplare chi contravveniva alle regole della Fratellanza.

Il mutato equilibrio delle potenze europee che si affacciavano sull’Atlantico e gli accordi di pace intervenuti  fra le stesse, fecero si che a partire dai primi anni del XVIII secolo fosse meno utile disporre dell’appoggio di questi valorosi ma ingombranti avventurieri del mare. A questo punto l’importanza della Confraternita andò gradatamente decadendo, confinando le gesta di chi restava al solo rango di pirata, predone del mare.

 

Fondatori

L’eredità della simbologia romantica, delle tradizioni e dei valori positivi di questa confraternita è stata raccolta e continuata dalla attuale Associazione Internazionale che conserva il nome di Fratellanza della Costa. L’Associazione riunisce in una cornice di cavalleresche tradizioni, qualificati e rappresentativi gentiluomini di tutte le nazioni, appassionati cultori della vita di mare e del mare inteso come elemento vitale, insostituibile teatro di scambio culturale tra i popoli, la cui infinita maestà è fonte di ispirazione di nobili e schietti ideali di vita.

Nel 1951, da un’idea nata durante un corso per "padroni marittimi" tenuto dalla Lega Marittima Cilena a Valparaiso, sette appassionati yachtmen di Santiago gettarono le basi dell'attuale Fratellanza della Costa con l’intento di scegliere e riunire gentiluomini, appassionati di yachting che avessero profonda pratica di vita marinaresca e che dimostrassero rispetto e amore per il mare. Il 4 aprile 1951 fu fondata la Tavola di Santiago e ben presto furono create nuove sedi in altre città chiamate appunto Tavole. Si iniziarono le prime riunioni, dette Zafarranchos, in una delle quali fu istituito l’Ottalogo che contiene i principi fondamentali della Fratellanza della Costa. Da allora le Tavole si sono diffuse in tutto il mondo e oggi il “Banderin Negro”, vessillo dei Fratelli della Costa, sventola su numerose imbarcazioni battenti bandiera di diverse nazioni in cui la Fratellanza della Costa è presente.

 

In Italia, la Fratellanza della Costa è arrivata nel 1953 quando, in ottobre, illustri Fratelli cileni favorirono la fondazione della prima Tavola a Riccione sotto la guida del Luogotenente Federico Pullé. Seguirono a breve scadenza le Tavole di Roma, il cui primo Luogotenente fu Mario Altigieri, di Rimini con il Luogotenente Ettore Rastelli, della Sicilia con il Luogotenente Lanza di Mazzanno. Ma la Fratellanza Italiana ebbe la sua consacrazione ufficiale durante il primo Zafarrancho nazionale che si tenne il 10 marzo del 1957 a bordo della turbonave “Cristoforo Colombo”, in navigazione nel Mediterraneo, quando fu affidato al Consiglio Grande e Generale  presieduto da un Gran Commodoro, la cura della propria organizzazione, il riconoscimento delle varie Tavole, stabilendo infine che la sede fosse istituita a Roma. E durante lo stesso Zafarrancho nazionale fu istituito il Consiglio Grande e Generale, formato da tutti i Luogotenenti di Tavola, ed eletto Gran Commodoro il Fratello Frangiotto Pullé. Il Fratello Rafael Mantani, che per primo stabilì i contatti con la Hermandad de la Costa Cilena, fu nominato Scrivano Maggiore. Le Tavole, ognuna con il proprio statuto e autonoma nel proprio approdo, sono diventate 52 e i Fratelli 656 oltre ai 178 Aspiranti. Tra gli uomini di mare chiamati a far parte dell’Associazione si trovano valenti navigatori, ufficiali di marina, progettisti navali, dirigenti della Lega Navale Italiana, della Federazione Italiana Vela, stazzatori e giudici di regata, circumnavigatori e navigatori solitari protagonisti di traversate e imprese che hanno avuto l’onore della cronaca, ma anche tranquilli croceristi e semplici appassionati. Il comune ideale dei Fratelli della Costa è quello di riaffermare e sviluppare le più alte virtù marinaresche, creando entro e oltre le frontiere nazionali, una salda rete di amicizia fraterna e di mutua comprensione, improntata a quei valori dì lealtà, generosità e modestia, ospitalità e tolleranza tracciati con ispirata sintesi dalle semplici parole dell’Ottalogo. Per i Fratelli della Costa il rigore quasi militaresco richiesto dalla responsabilità della nave e del suo equipaggio si accompagna sempre a quella sorta di ribalderia di antica memoria e gli Zafarranchos, siano raduni di barche o riunioni conviviali a terra, si svolgono sempre in grande allegria, con copiose libagioni emule delle spartizioni di ricchi bottini. In queste occasioni il rhum scorre a fiumi e la componente giocosa e goliardica dell’Associazione prende il sopravvento.

Oltre ai raduni di barche e l’organizzazione di regate veliche, la Fratellanza della Costa svolge la sua multiforme attività promuovendo e affiancando diverse iniziative rivolte alla diffusione della passione per il mare. Sono stati istituiti concorsi nelle scuole sui temi del rispetto, tutela e amore per il mare, consegnati trofei per le crociere più impegnative e solenni riconoscimenti a persone estranee alla Associazione che si sono distinte in attività di salvaguardia e tutela del mare e delle sue genti. I Fratelli della Costa svolgono anche una continua attività ospitaliera verso i naviganti, particolarmente fraterna per quelli che issano a riva il “Banderin Negro”.

In un mondo in cui sembra dover regnare soltanto l’egoismo e l’indifferenza, la Fratellanza della Costa è come un faro che guida la rotta della nave, offrendo il conforto di una visione dell’esistenza in cui l’individuo, di fronte all’immensità del mare, possa ritrovare dentro di sé quei profondi valori spirituali che lo esortino a seguire sempre più nobili ideali di vita.  

 

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